HATHOR

 

LAND ART al Furlo 2014

 

HATHOR. Performance

All'interno dell'installazione "Rinascita" di Isabella Lacquaniti

 

Il progetto pensato per essere realizzato all’interno dell’installazione di Isabella Lacquaniti vuole ripercorrere e sottolineare il ciclo di vita segnato dall’opera “Rinascita” attraverso una rivisitazione del mito della dea egiziana Hathor.

 

Il mito

Hathor è una divinità antichissima della mitologia egizia collegata all'archetipo delle Grandi Madri.

La dea Hathor si considera protettrice delle sorgenti del Nilo e della potenza creatrice delle inondazioni, oltreché protettrice delle arti, della musica e del canto.

In quanto Madre è la Dea del parto e della nascita. A questo proposito è famosa l’antica credenza che alla nascita di un bambino la Dea si materializzasse ad omaggiare il neonato predicendo il suo destino.

Come della nascita, Hathor è identificata anche come la patrona del corpo dei morti, suo possesso in quanto partoriti da Lei stessa.

Esistono molti riti dedicati alla sua figura uno di questi prevedeva l'obbligo di condurre le mucche al pascolo e di mungerle, versando quindi il latte appena munto sul terreno affamato, come sacrificio per la Dea. 

Il sistro

La dea viene spesso raffigurata con il sistro, sonaglio munito di dischi di metallo infilati su una o più bacchette.

Il suono del sistro è la voce della Dea Hathor, cioé la voce stessa della Madre, che continua  a "cantare" per noi anche dopo la nostra nascita, ricordandoci di non smettere di cercare l'armonia universale.